I vantaggi della blockchain per il mercato dell’arte

Anche la Digital Art, ossia quella forma d’arte nata esclusivamente per essere riproducibile tramite
supporti digitali e realizzata interamente a computer acquisirebbe, infatti, valore aggiunto grazie alla
possibilità di certificare, crittografare e controllare la sua distribuzione attraverso la blockchain con
vantaggi di maggior tutela sia per gli artisti che per i collezionisti. Anche il mercato della Digital Art,
infatti, comincia a svilupparsi tant’è che, in occasione dell’ultimo Ethereal Summit, evento dedicato
alla blockchain e alle criptovalute nel mondo dell’arte, l’immagine digitale di un gattino chiamata
“Cryptokitty” è stata venduta per 140 mila dollari.

Altra opzione di sfruttamento delle possibilità offerte dalla tecnologia blockchain è quella legata ai
cd. Blockchain Art Business Solutions, sviluppo e strutturazione delle procedure operative volte a
tracciare la provenienza e gli spostamenti delle opere nonchè a certificarne l’autenticità. Ad oggi,
attraverso nostri partners possiamo offrire servizi tra cui: autenticazione delle opere d’arte,
certificazione della provenienza e strutturazione dei processi di gestione delle opere da parte dei
galleristi e degli operatori di settore tramite blockchain. Infatti, uno degli ambiti di maggiore
scetticismo nell’investire in “fine arts and collectibles” è proprio quello della certezza della
provenienza del bene che si va ad acquistare. L’interrogativo è: come si fa ad essere sicuri che il
soggetto da cui si acquista sia veramente il proprietario, che i documenti presentati alla casa d’asta
al momento della vendita siano autentici, riportino il vero o che l’opera sia originale?

Anche, in questo caso l’utilità della blockchain ha tracciato una possibile strada, che appare sotto
vari aspetti una soluzione effettivamente praticabile per meglio tutelare gli artisti e i diritti sulle
opere degli stessi ed offrire maggiori sicurezze per i collezionisti nella gestione delle proprie raccolte.

Token e opere d’arte, lo scenario futuro

Stando anche a quelli che sono i dati di alcuni recenti studi di settore, risulterebbe che il 19% delle
piattaforme d’arte online ritiene che la blockchain sarà tra le aree più competitive del mercato online
di qui a un anno. Inoltre, è di pochi giorni fa la notizia (riportata dal portale on-line Forbes Italia) della recente nascita della prima Borsa dell’Arte, progetto ideato dal trentaduenne mantonvano, Niccolò Filippo Veneri Savoia, founder e Ceo di Look Lateral, società con sede a Seattle, Stati Uniti.

Normativa e responsabilità

Tuttavia, al di là degli aspetti tecnici e regolatori sono forse quelli prettamente normativi a frenare
la corsa alla tokenizzazione delle opere d’arte. Rimangono, infatti, ancora diversi dubbi riguardo il
controllo dei nodi della blockchain, sulla responsabilità per l’eventuale scorretto funzionamento
dello smart contract etc. e la normativa di settore è ancora acerba. Tuttavia, il Parlamento Europeo
con la Risoluzione del 3 ottobre 2018 sulle “Tecnologie di registro distribuito e blockchain: creare
fiducia attraverso la disintermediazione (2017/2772 – RSP)” ha cominciato a prendere in esame la
tecnologia blockchain analizzando le sue svariate possibilità di applicazione proprio in
considerazione di una presa di coscienza delle molteplici opportunità che tale tecnologia può avere
nello sviluppo dei mercati mondiali.

Da un punto di vista domestico, invece, in Italia è stato fatto un piccolo passo in avanti con
l’emanazione del nuovo art. 8-ter “Tecnologie basate su registri distribuiti e smart contract”
contenuto all’interno nel Decreto Semplificazione 2019 che ha introdotto la definizione normativa
delle tecnologie basate su Distributed Ledger Technology e degli smart contracts. Il precitato decreto
prevede, inoltre, che la memorizzazione di un documento informatico attraverso l’uso di tecnologie
blockchain produca gli effetti giuridici della validazione temporale elettronica. Tuttavia, non
esistendo ancora una disciplina giuridica completa per il procedimento di vendita, il decreto fa
riferimento ai diritti sottostanti i contratti tipici e atipici ma tutto si trasforma e anche i contratti
come li conosciamo oggi cambieranno.